venerdì 5 luglio 2013

L'autre



L'autre est toujours plus riche, intelligent, beau, séduisent que moi. Mieux élevé, hébergé, habille, employé.
L'autre est le premier qui arrive et le dernier qui part. Jamais en retard ou trop pressé. On peut l'appeler pour une bière, un dîner, une soirée branchée, l’enterrement d'un vieux grand-père. Il est là pour nous, l'autre. Il est sensible, philanthrope, plein d'humour et d'esprit d'initiative.
L'autre est un être parfait, altruiste, courageux et tenace. Il cherche chaque jour un nouveau défi, il accepte l'incertitude du futur et le poids lourd du passé. Il est né pour faire, l'autre. Il a grandi responsable et gai. Aimé pas son père, sa mère, son chien, son chef, ses amis et ses ennemis.
Il joue le rôle du protagoniste, il est le héros de sa propre vie.
L'autre vient de gagner le trône de l'histoire.
Moi, je reste l'écart de lui. Je le regarde de loin en espérant de ne pas être vu. Je prends pour moi ce qu'il laisse: les soleils, des grosses matinées d'hiver, la solitude et le silence après la perte, le manque de mots, un amour pas encore rencontré, une pensée mal posée.
Mes jours imparfaits et impénétrables. Un souri volé au coin de la rue, une promesse non tenue à mon frère et notre enjouement enfantin du samedi soir où nous avons une table réservée pour fêter notre rencontre.
Ce qui reste de l'autre, c'est ma vie.

venerdì 31 maggio 2013

beat the clock


Monday I found out Ron and Russell (The Sparks) locks à Pont des Arts.


Then Brighton and la Maroquinerie (Paris) last Friday, I'm going to see my favourite group for the 3th times in few months!

venerdì 17 maggio 2013

Salone del Libro di Torino 2013

Laboratorio con l'autrice Luana Vergari
a cura di Edizioni BeccoGiallo


Domenica 19 maggio alle 11.45 e alle 14.15
Salone Internazionale del libro di Torino 2013

a partire da 6 anni

Diverso da chi? Uguale a cosa? Avere due padri, il diabete, paura del buio. Odiare i piselli e gli abbracci. Amare i gatti e la musica. Essere ciechi, allegri, down, gelosi o epilettici. Un'altra lingua, un'altra religione e sempre i compiti da finire.
Un atelier per provare insieme, adulti e bambini, a chiamare le cose con il loro nome: con la consapevolezza che dire «diverso» o dire «uguale» non è sufficiente a descrivere il mondo!

mercoledì 31 ottobre 2012

Brighton

Ho attraversato la manica per un concerto.
Amici, birra al ginger, ale locale, gli Sparks che suonano a due passi dal mare.
Si puo' tornare adolescenti in qualsiasi momento.
Non per sempre, per 12 o 24 ore.
Il tempo che serve per ricordarsi che è bello invhecchiare per imparare a prendersi meno sul serio.

venerdì 28 settembre 2012

Diciamoci la verità

Non scrivo più tanto su questo blog.
Non sono americana e non voterò per Obama nonostante mi scriva spesso delle mail molto belle. I'm sorry.
Non sto nel giro giusto e non ci sono mai stata, non ne so praticamente niente di giri giusti e questo spiega, almeno in parte, perché non li frequenti.
Non ho mai passato una notte in carcere o dormito in un albergo a ore.
Non andrò mai sulla luna e non smetterò di aver paura del dentista.
Non smetterò di aver paura di un sacco di cose come i topi, le malattie e di qualcuno mi tocchi a tradimento l'ombelico.
Non parlo tedesco anche se delle origini austriche lo avrebbero giustificato.
Non vengo da una famiglia allargata ma solo molto numerosa.
Non so distinguere la mano destra appena sveglia.
Non so dire le "erre" e le "u" in francese ma non sembra essere troppo un problema. Per ora.
Non mangio la carne per scelta, il latte non lo bevo perché mi fa male alla pancia, non ceno abbastanza con pizza e castagne lesse all'alloro come vorrei.
Non chiedo mai un gelato senza panna perché lo considero un peccato.

Non conosco l'inuktitut anche se da piccola mi ero messa lì e avevo deciso che lo avrei imparato.
Non conosco il senso di quasi la totalità di quello mi accade tutti i giorni.
Improvvisamente però è uscito il sole e prima che le nuvole si addensino ancora e torni la pioggia mi prendo un pomeriggio libero...
Non so dire per quanto durerà il bel tempo.

martedì 21 agosto 2012

Un po' Terzani e un po' Kapuściński

Ho comprato un nuovo taccuino.
Immagino il giorno in cui tutto sarò diverso.
In cui un po' Terzani e un po' Kapuściński farò le mie valigie.
Ieri ho trovato vicino casa una penna ancora nuova di zecca e un libro "La vie mode d'emploi" di Perec e l'ho preso per un segno se non del destino di qualcosa.
Ho portato tutto a casa con me.
La penna mi serve per scrivere sul mio nuovo taccuino.
Leggo quasi esclusivamente Delerm e uso la parola creux per parlare di questi giorni, dell'aria trattenuta fra il collo e la pancia.
Mi dicevano una volta che chagrin è intraducibile in italiano, come se i sentimenti fossero una questione linguistica.
Nel mio armadio c'è un maglione nuovo. Verde, vecchio, non è il mio.
Mi sta bene, sembra la mia taglia.
Mi sono ricordata che volevo scrivere per essere libera.
Libera di andare tornare partire restare ricordare dimenticare. Guardare il mondo e trovare un posto.
Lo avevo dimenticato.
Ascolto i Nirvana come quando avevo 14 anni.
So dove andare, non ancora come.
Ma il come è la strada, il mistero, il maglione verde, il silenzio, l'assenza, i veri ricordi, i finti ricordi, il passato e il presente.
Il futuro no.
Quello è ancora lì. Fra il collo e la pancia. Uno di quei fiori che trovi in campagna che hanno un rigonfiamento sotto la corolla, sono pieni di polline e pronti ad esplodere.
Basta toccarli.
Plaf!


  



giovedì 28 giugno 2012

Verde Marocco

Oggi la luce è verdina come un temporale senza nuvole e senza pioggia.
Un merlo mi guarda con un occhio solo.
Sta sulla grondaia della casa accanto.
I vicini sono quasi sempre via... che lavoro faranno?
Voglio anch'io essere abbronzata come loro, fare sport regolarmente e non preoccuparmi se il giardino si riempie di foglie.
Proprio come loro.
Il merlo è volato, ma prima di andarsene ha fatto la cacca, è finita sulla finestra dei vicini.
Dovrebbero stare un poco più in casa, i vicini.
La luce è verde come quel giorno in cui ero in una casa troppo grande, c'era il temporale e avevo cinque anni, cercavo mia nonna ma non trovavo più la strada per salire dal cortile sul retro al secondo piano.
La luce è verde oggi e mi perdo ancora.
La casa è troppo piccola stavolta per non ritrovare la strada.
Mi chiamo da sola, dentro.
I vicini poi, secondo me, non perdono mai la strada, giusto qualche volta a NYC oppure in Marocco quando sono in ritardo per l'apero.

martedì 12 giugno 2012

Come finirà

Diciamoci la verità, è il 12 giugno piove da due mesi e stamane c'erano 14 gradi.
La gente non ne può sinceramente più.
Un signore nella terrazza di un café vicino casa nostra (vorrei aprire una riflessione: qui chiamano terrazza quello che in Italia chiamiamo dehors, quanto male dovremmo ancora fare al mondo?) era sotto la pioggia, con la sua chitarra, cantava in un inglese un po' trascinato mentre la pioggia diluiva il suo whisky liscio.
Avrei voluto sedermi con lui, annegare nei luoghi comuni, nel pop cantato male e in liquori stranieri.
Avrei voluto una giornata piena di nostalgia e silenzio e banalità rassicuranti come una pagina di Hemingway.
Ho una giornata con il cappotto zuppo che comincia a fare cattivo odore, dentro la biblioteca Truffaut (che è dentro Les Halles, interrata e senza una finestra), con una traduzione in francese da finire e la sceneggiatura di Quai des Orfèvres di Clouzot che mi guarda dall'altra parte del tavolo e mi parla ancora di liquori stranieri, nostralgia, e tutto il resto.
Finirà che stasera usciremo a mangiarci una pizza.
Non fosse altro che la parola whisky è troppo ricorrente oggi.

giovedì 7 giugno 2012

Non classificabile

Nel reparto musica della biblioteca di Montreuil c'è un intero scaffale di cd sotto l'etichetta "non classificabile".
Indovinate come ho scelto la musica da portarmi a casa questa settimana?
Pink Martini in cima alla pila per la primavera più fredda di sempre.

domenica 3 giugno 2012

Volume 2

E' uscito il tomo due di Galope comme le vent e nel frattempo accadeva tutto il resto.
Un po' più denso di 46 pagine colorate e formato album, quello che accadeva.
Tutto, il contrario di tutto e poi ancora tutto il resto che ancora c'era dello spazio per riempire le giornate.
In ogni caso Merci a Roberta Pierpaoli per aver disegnato, a Audrey Alwett per la cura editoriale, allo studio Yellowhale con i colori di Alessandra Dottori e Ketty Formaggio

L'autre

L'autre est toujours plus riche, intelligent, beau, séduisent que moi. Mieux élevé, hébergé, habille, employé. L'autre est...